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INTERNAZIONALIZZAZIONE DI IMPRESA

 

Per molte imprese italiane i mercati esteri hanno rappresentato nell’ultimo decennio una scialuppa di salvataggio dalla tempesta della crisi economica.
Per altre hanno rappresentato invece una chimera che ne ha, nel migliore dei casi, drenato risorse.
Questo perché purtroppo non tutte hanno fatto proprio il principio che l’apertura a tali mercati rappresenta un fattore esponenziale, nel bene e nel male.
In ragione di ciò, prima di decidere di avviare un processo di internazionalizzazione della propria impresa, il management dovrebbe porsi alcune semplici domande:

  1. l’azienda è solida economicamente e finanziariamente?
  2. ha una produzione di qualità adatta ai mercati-obiettivo?
  3. i prezzi sono competitivi?
  4. dispone di un corredo informativo completo sui mercati-obiettivo?
  5. è dotata di risorse umane, finanziarie e di tempo da investire?

Se anche una sola di esse non fosse evasa positivamente il progetto rischierebbe di acuire i problemi aziendali, trascinando l’azienda in una spirale di scelte sbagliate che la porrebbero dinnanzi a gravi problemi.
Se invece i presupposti fossero tutti avverati, un corretto progetto di internazionalizzazione è in grado di fornire la spinta necessaria al raggiungimento degli obiettivi di crescita preposti.
Il passaggio successivo impone ulteriori quesiti:

  1. quale paese rappresenta il mio mercato-obiettivo?
  2. qual è la normativa vigente in merito al commercio internazionale?
  3. qual è la cultura del paese?
  4. quali sono i concorrenti nel mercato obiettivo?
  5. quali cambiamenti all’interno dell’azienda sono necessari per approntarsi al mercato-obiettivo?

Un buon progetto di internazionalizzazione non può prescindere da una completa analisi geopolitica e dei rischi sul mercato obiettivo. Ne vanno studiate le norme sugli scambi commerciali, la cultura e le abitudini locali. In ultimo vanno ricercati i concorrenti e se ne devono studiare i prodotti, i prezzi e le quote di mercato.

Completata questa fase di preparazione vanno implementati i necessari cambiamenti all’interno dell’azienda (strutture, risorse etc) e solo allora si può dire di essere pronti per partire.

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PASSAGGIO GENERAZIONALE NELLE IMPRESE

Le aziende familiari rappresentano oltre il 70% delle attività industriali delle economie avanzate ed in ognuna di esse il passaggio generazionale rappresenta un momento di fondamentale importanza strategica per rinnovarsi nella continuità del proprio business.

Le analisi più aggiornate sul passaggio generazionale in Italia confermano però che i rischi per la continuità aziendale sono molto concreti e che solo un’azienda su tre sopravvive al passaggio dalla prima alla seconda generazione avviando una nuova fase di crescita.

Nelle imprese familiari, la successione è infatti un processo complesso e la gestione di questo processo richiede spiccate qualità di leadership e di delega.
Il problema del passaggio generazionale nelle piccole e medie imprese è notevole e pertanto non va sottovalutato.
Dalla precedente stima il 33% delle aziende familiari non supererà il processo di successione e, se riportiamo queste indicazioni alla realtà italiana, si può ritenere che 20.000 imprese ogni anno saranno indotte alla chiusura o alla cessione a causa dei processi di successione.

Ogni anno di conseguenza, i posti di lavoro a rischio potrebbero essere 65.000 circa. È necessario quindi gestire al meglio il passaggio generazionale tenendo in considerazione l’equità (patrimonio), l’armonia (famiglia) e la meritocrazia (azienda), pianificando un processo di rinnovamento aziendale basato sui processi senza sprechi (lean), sull’innovazione e la sostenibilità.

Elyka Srl è in grado di accompagnare le imprese familiari in questo importante passaggio curandone, attraverso l’ausilio di professionisti qualificati, gli aspetti legali, fiscali e di gestione manageriale in azienda.

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TEMPORARY MANAGEMENT

In un contesto economico caratterizzato da un elevato livello di concorrenza e volatilità, riveste un ruolo sempre più strategico per l’impresa l’opportunità di avvalersi di strumenti integrati ed alternativi alle proprie risorse qual’è appunto il ricorso al Temporary Management.

Tale specifica forma di managerialità accompagna e sostiene le aziende precipuamente in una fase di cambiamento mediante l’innesto di nuove e specifiche professionalità che abbiano obiettivi predeterminati nei modi e nei tempi per il loro conseguimento. 

Il Temporary Management è un servizio che consente all’impresa di gestire, con la massima flessibilità e con un certo efficientamento dei costi, specifiche dinamiche di sviluppo o trasformazione che possono essere generate dalla naturale evoluzione dei mercati di riferimento o dagli inevitabili processi di successione manageriale all’interno dell’impresa stessa. 

Il Temporary Manager si fa portatore di una “mission” aziendale di cui è l’imprenditore stesso il promotore, portando però in dote una mentalità aperta al cambiamento e una professionalità in grado di sapersi districare in ambienti culturalmente differenti e spesso ostili al mutare dei processi.

Nel mondo anglosassone e nord europeo il Temporary Management è prassi assai consolidata da oltre un ventennio, riconosciuta e regolata, pur con sfumature diverse, da più Paesi.

Per Temporary Management si intende l’affidamento della gestione di un’impresa o di una sua parte (dove gestione significa che il manager viene dotato di tutte le opportune leve come poteri e deleghe) a manager altamente qualificati e motivati, al fine di garantire continuità all’organizzazione, accrescendone le competenze manageriali esistenti, e risolvendone al contempo alcuni momenti critici, sia negativi (tagli, riassestamento economico e finanziario) che positivi (crescita, sviluppo di nuovi business).

Il modo più corretto con cui interpretare il Temporary Management è quello di vederlo come una terza via, accanto alla consulenza e alla dirigenza tradizionale, attraverso la quale l’azienda può approvvigionarsi di risorse finalizzate a migliorare sia la propria performance che il livello delle proprie capacità di gestione. 

 

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EFFICIENZA, EFFICACIA

Individuare soluzioni tramite analisi da diverse angolazioni con punti di vista alternativi.
Sviluppare idee nuove che portino ad un vantaggio competitivo.
Diffondere nella cultura aziendale i principi di organizzazione e pianificazione efficiente delle risorse e degli strumenti.
Individuare gli strumenti e le risorse più efficaci per il raggiungimento degli obiettivi.
Promuovere la piena conoscenza dei mercati e delle loro regole.
Promuovere lo sviluppo tecnologico e ambientale teso a un miglioramento delle condizioni economico-sociali.

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CONCENTRARE LE RISORSE ALL’OBIETTIVO

Il mondo imprenditoriale vive un ambiente ricco di insidie e difficoltà.
La burocrazia, la politica, la concorrenza, il livello culturale interno alle aziende e l’ambiente rappresentano spesso elementi di disturbo allo sviluppo di progetti di crescita e innovazione economiche e sociali.
Tali ostacoli devono e possono essere superati con una piena conoscenza dell’ambiente, dei mercati, delle regole e dei sistemi economico-finanziari sottostanti ad ogni idea di impresa.
Ogni progetto imprenditoriale deve essere libero di destinare tutte le proprie risorse al proprio sviluppo.